Geotermia: da ENEA impianto innovativo per la climatizzazione degli edifici
ENEA ha realizzato un innovativo impianto geotermico per la climatizzazione sostenibile degli edifici presso il Centro Ricerche Casaccia (Roma). Sviluppato nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’impianto combina l’utilizzo del calore del sottosuolo con una pompa di calore di ultima generazione in grado di sfruttare sia l’aria che il terreno come sorgente termica.
Il calore, naturalmente presente nel sottosuolo a temperature relativamente basse[1] (sotto i 90°C), viene sfruttato attraverso quattro pozzi a diverse profondità[2] dotati di sonde geotermiche[3] e sensori in fibra ottica[4].
L’Italia vanta una tradizione secolare nello sfruttamento della risorsa geotermica ed è attualmente l’ottavo Paese al mondo per capacità geotermoelettrica installata, con circa 916 MW e una produzione annua pari a circa 5.7 TWh di energia elettrica, concentrata prevalentemente in Toscana[5]. Per quanto riguarda gli usi diretti del calore geotermico, il nostro Paese si colloca tra i principali Paesi europei, con una capacità installata stimata di circa 1.316 MWth, impiegata principalmente per riscaldamento civile, usi termali e agricoli e applicazioni geotermiche a bassa entalpia[6].
Il passo successivo delle ricerche ENEA sarà la realizzazione di un sistema sperimentale ibrido in grado di combinare la sorgente geotermica a bassa entalpia con quella solare termica, con l’obiettivo di studiare l’accumulo termico in terreni impermeabili, principalmente argillosi, posti a profondità superiori ai 100 metri.
[1] Bassa entalpia.
[2] 35m, 50m, 70m e 85m.
[3] Sonde geotermiche configurate con doppio U (double U).
[4] Sensori di tecnologia DTS – Distributed Temperature Sensing.
[5] EGEC, 2025. Geothermal Market Report 2024. European Geothermal Energy Council, Brussels
[6] Macut M. et al., (2025) Findability of geothermal energy websites in seven EU countries and Iceland. Geothermics.

